Seleziona una pagina

Partecipare alla XII edizione del Premio Città Solidale, dedicata al tema «Il futuro dell’IA è una scelta etica», è stata per me un’importante occasione di confronto e riflessione, oltre che un riconoscimento di grande valore personale. Credo che uno degli aspetti più significativi di questa iniziativa sia la capacità di portare tematiche di rilevanza internazionale e personalità provenienti da ambiti differenti in una realtà piccola come Catanzaro, creando un punto di incontro e di dialogo anche per quei territori geograficamente distanti da quelli che sono considerati i grandi centri mondiali della ricerca e dell’innovazione.

Il valore dell’iniziativa risiede anche nel suo approccio trasversale: affrontare l’intelligenza artificiale attraverso le prospettive della ricerca, dell’istruzione, della filosofia, del terzo settore e della spiritualità permette di superare una visione esclusivamente tecnologica e di interrogarsi sulle sue implicazioni per la società. Le due giornate hanno rappresentato proprio questa volontà di costruire un dialogo tra discipline, esperienze e sensibilità differenti.

Personalmente, ho trovato particolarmente interessante e proficuo il confronto con il pubblico durante il talk condiviso con il professor Bruno Antonio Pansera. Le domande ricevute hanno evidenziato un interesse concreto non soltanto verso le potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma anche verso i suoi limiti, i rischi e le problematiche che accompagnano l’utilizzo quotidiano di queste tecnologie. Ritengo che questo sia un segnale importante: il dibattito sull’IA non può rimanere confinato agli ambienti accademici o industriali, ma deve coinvolgere anche chi ne usufruisce, fornendo gli strumenti necessari per comprenderne opportunità e criticità e sviluppare una maggiore consapevolezza.

Dal punto di vista personale e professionale, ho apprezzato soprattutto l‘opportunità di condividere la mia visione della ricerca scientifica. Credo fermamente che il progresso tecnologico debba essere guidato da obiettivi concreti e da una chiara responsabilità sociale, anziché essere orientato esclusivamente alla crescita economica o alla continua ricerca di prestazioni sempre più elevate. In questo senso, l’etica non dovrebbe rappresentare un insieme di vincoli da applicare a posteriori, ma un principio fondamentale che orienta le scelte scientifiche e tecnologiche fin dalle prime fasi della ricerca. Adottare un approccio safety by design significa proprio questo: progettare sistemi nei quali affidabilità, sicurezza e attenzione alle conseguenze del loro utilizzo costituiscano requisiti fondamentali. Questa visione guida anche il mio percorso di dottorato presso l’Università di Cambridge, dove mi occupo di intelligenza artificiale applicata alla salute respiratoria e di come rendere queste applicazioni più affidabili, sicure e alla portata di tutti.

Ricevere questo riconoscimento nella mia terra d’origine ha assunto, infine, un significato particolare, perché rappresenta per me un legame tra la ricerca internazionale e i territori da cui proveniamo, affinché conoscenze, opportunità e innovazione possano circolare anche al di fuori dei grandi poli tecnologici.

Porto con me da queste due giornate soprattutto una convinzione: il futuro dell’intelligenza artificiale non dipenderà soltanto da ciò che saremo tecnicamente capaci di realizzare, ma anche dagli obiettivi che sceglieremo di perseguire e dalla responsabilità con cui decideremo di farlo.

Ing. Gaia Bertolino

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.