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Nel corso dei secoli sono stati tanti i titoli che sono stati pensati ed adottati per definire la Vergine Maria, meglio, per darle onore, per lodarla, per evidenziare doti, virtù e qualità da Lei incarnate e che meglio possono parlarci di Lei e favorire un’autentica e sana devozione mariana. Molti titoli mariani li troviamo nelle notissime litanie lauretane, invocazioni così definite perché hanno avuto il loro utilizzo nel Santuario della Santa Casa di Loreto, più utilizzate in Occidente e diffuse a partire dal secolo XVI. Ma ancor, prima, precisamente intorno al secolo XII, vengono documentate altre litanie in onore della Madonna, precisamente “in onore della Beata Vergine Maria”. Successivamente, diversi papi, hanno aggiunto alle litanie già esistenti altre: Aiuto dei cristiani, Regina della pace, Regina in cielo Assunta, Mater Ecclesia, Regina della Famiglia, fino ad arrivare a papa Francesco che, come è noto, recentemente ha aggiunto Madre della misericordia, Madre della Speranza e Conforto-aiuto dei migranti.

Con un inno dell’VIII/IX secolo, la Chiesa saluta Maria, la Madre di Dio, come “Stella del Mare”: Ave Stella Maris, un titolo, dunque, tra i più antichi per la Madre di Gesù. L’origine di tale appellativo è sconosciuta. Secondo alcuni autori deriverebbe forse dalla Bibbia, dal primo Libro dei Re (18, 41-45), quando il profeta Elia dice al suo servitore: «Sali in cima e guarda dal lato del mare». La salvezza è promessa da quella nuvola che si annuncia all’orizzonte e che il servitore intravede a stento. Secondo gli antichi Padri questa nuvoletta è la Vergine Maria che porterà al mondo il Cristo redentore di tutti gli uomini. Secondo altri, invece, il nome Maria, Miryam (= goccia del mare), deriverebbe da M + ‘OR (= luce) + YAM (= mare), da cui l’origine dell’appellativo “Stella del Mare”. Stella Maris è anche uno dei nomi utilizzato per la navigazione astronomica in mare fin dall’antichità. Le stelle, per quanto grandi, si vedono piccolissime dal mare: Maria appare come la più grande, la più luminosa e brillante di tutte, visibile anche dal punto più buio e profondo dell’abisso.

Ad ogni modo, tanta è stata la devozione della Chiesa a questo titolo di Maria che molti santi, papi e dottori della Chiesa hanno incoraggiato la preghiera alla Vergine invocata sotto questo bellissimo titolo. San Bonaventura sostenne che tutte le grazie che hanno avuto gli angeli, gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini, sono confluite in Maria, il mare di grazie, e, san Luigi Maria Grignon de Montfort che Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria.

Il titolo “Stella del Mare” è utilizzato per enfatizzare il ruolo di Maria come segno di speranza e come stella polare per i cristiani; con questo titolo la Vergine Maria è invocata come guida e protettrice di chi viaggia o cerca il proprio sostentamento sul mare. L’idea di Maria come la stella polare per la gente di mare ha portato, nel tempo, alla devozione alla Madonna in molte comunità cattoliche costiere e di pescatori. Numerose chiese, parrocchie, scuole, comunità di accoglienza, di vita fraterna e collegi sono dedicati oggi a Maria Stella Maris. La devozione a questo titolo di Maria si ritrova anche nell’antico e popolare inno che ritroviamo nella Liturgia delle ore e nel canto “Ave Maris Stella”.

A me personalmente questo titolo fa pensare a quei momenti della vita in cui sono un po’ disorientato, confuso, particolarmente spossato e non sono certo che quella che sto percorrendo è la giusta direzione: quando mi sento come una barchetta in mezzo al mare in tempesta, un mare scuro e che fa paura, mentre io non ho più il controllo di me stesso o, peggio, quando non riesco a rassicurare quelli che si aspettano da me fermezza e determinazione nell’orientare, quando non sono certo di essere abile a rassicurare e favorire calma intono … In quei momenti invoco su di me la protezione della Beata Vergine Maria, Ave Stella del Mare, e Lei illumina la mia navigazione, mi indica il rifugio, mi dà il conforto nella preghiera, soprattutto il santo rosario, e nei sacramenti, nel confronto con persone sagge, magari non coinvolte nella “tempesta” e che, quindi, hanno un occhio più lucido ed ‘oggettivo’, utile a comprendere bene la portata della situazione difficile che sto vivendo.

E così Maria, come la Stella Polare, la luce che guida i navigatori alla meta, guiderà anche me verso Gesù. Come una madre conduce suo figlio tenendolo per la mano, così sento che Maria ci tiene per mano e ci porta al Figlio suo, meta del nostro viaggio e nostra unica vera gioia.

Il tempo estivo che viviamo ci porta naturalmente ad apprezzare la bellezza e la ricchezza del mare, ci spinge a trovare spesso in mare il refrigerio necessario e il ristoro di cui spesso abbiamo bisogno. A me il mare fa sempre un effetto straordinario, mi aiuta a distendermi, a pensare, a trovare nuove idee e nuova linfa, non solo per la mia vita personale ma, soprattutto, per le persone e i tanti compiti che mi sono affidati. Il mare, dunque, stimola la mia creatività e l’inventiva, mi spinge a ripartire sempre, mi dà le energie necessarie per continuare, proficuamente, il cammino della vita. Ma il mare non è sempre calmo, il mare spesso non si presenta per nulla accogliente e rassicurante, talvolta è proprio in tempesta. Come la vita, esattamente come la nostra preziosa e piccola esistenza. Ed è per questo che, soprattutto in questi momenti (tempi brevi o più lunghi), è salutare ricorrere a Lei, invocare Lei, guardare a Lei che, quale Stella Polare, ci indica puntualmente la meta per metterci al sicuro.

Quante volte facciamo esperienza di rimanere estasiati contemplando un cielo terso e stellato? O una luna piena e luminosa, o vestita di un rosso intenso nel momento del tramonto? Ecco, guardare a Maria, Stella del Mare, è fare esperienza profonda di pace interiore, è sentirsi rivestire di bellezza, è sentirsi protetto e sicuro. Ancor di più che davanti alle stelle e alle galassie, ancor di più che dinanzi alla luna, molto di più che contemplare l’infinito. Auguro a tutti voi lettori, in questo tempo estivo e sempre nella vostra vita, di fare esperienza di questa intima gioia!

p. Piero Puglisi

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