Anche l’associazione Oikos APS, impegnata sul fronte dello sviluppo umano integrale, ha partecipato al progetto “Mare Narrante” di Fondazione Città Solidale. Creare comunità, fare rete, prendersi cura della città: sono i pilastri sui quali si è definitivo il contributo che l’associazione Oikos ha offerto al progetto, con la messa in atto di un percorso di teatro-danza dal titolo significativo: «la città siamo noi».
Non un semplice laboratorio, ma una vera e propria visione che è divenuta realtà: un gruppo di ragazze e di ragazzi, con diverse abilità, per alcune settimane ha scelto di mettersi in gioco attraverso il teatro, la danza, il movimento espressivo, dando conto della bellezza di costruire legami autentici, liberanti, sinceri.
Come ha sottolineato Ilaria Badolato, insegnante di danza, le ragazze e i ragazzi non sono stati insieme per «imparare una coreografia», bensì per «imparare ad ascoltarsi, a guardarsi e ad abitare insieme uno spazio». In tal senso, il contributo di Oikos ha dimostrato come abitare uno spazio significhi abbattere, prima ancora delle barriere architettoniche, quelle dei pregiudizi, dei luoghi comuni e dell’indifferenza, che creano frammentazione e isolamento sociale.
«Sono convinta – ha continuato ancora Badolato – che il teatro e la danza abbiano una straordinaria capacità: quella di creare comunità. Quando il corpo diventa linguaggio, cadono molte barriere che le parole, da sole, non riescono ad attraversare. È proprio attraverso il movimento che ciascuno ha trovato il modo di raccontarsi, lasciando qualcosa di sé e ricevendo, allo stesso tempo, qualcosa dagli altri. È lì che il gruppo ha iniziato a riconoscersi davvero, trasformando un insieme di persone in una piccola comunità». L’arte, quindi, si conferma uno strumento potente di coesione sociale. A riguardo, è preziosa la testimonianza dell’insegnante: «come conduttrice del laboratorio, ho visto accadere qualcosa di prezioso. I primi incontri sono stati dedicati alla costruzione del gruppo: attraverso la consapevolezza corporea, l’ascolto del respiro, il movimento e il gioco teatrale, le distanze hanno iniziato lentamente ad accorciarsi. Giorno dopo giorno, i sorrisi sono diventati più spontanei, gli sguardi più aperti e quei corpi hanno iniziato a raccontare. Attraverso un gesto, uno sguardo, un passo condiviso, è nata una fiducia che nessuna parola avrebbe saputo costruire da sola».
In tal modo, viene ridefinito il concetto stesso di cittadinanza: non tanto l’adesione ad un insieme di regole, bensì la pratica quotidiana dell’abitare insieme, riconoscendo nell’altro il proprio orizzonte di senso. Così, Oikos prova a ridisegnare una nuova mappa di idee, di valori, di pratiche rispetto alla quale costruire le relazioni umane, come mette in evidenza la vicepresidente Ilaria Bisantis: «per noi, partecipare al progetto “Mare Narrante” è stata una scelta naturale, perfettamente coerente con il nostro impegno civile che si radica in una missione pienamente ecclesiale e, quindi, evangelica. Siamo davvero convinti che lo sviluppo umano integrale non possa prescindere dalla cura delle relazioni umane e dalla rigenerazione del tessuto della nostra città. Lo facciamo, dal punto di vista urbano, prendendoci cura, insieme ad altre pastorali e associazioni in forma ecosistemica, del Centro Oikos a Roccelletta di Borgia (Catanzaro), che ricade su un bene ecclesiastico in disuso che tentiamo di riportare a nuova vita; lo continuiamo a fare, dal punto di vista sociale, partecipando a progetti e a iniziative come quella di “Mare Narrante”, che mettono al centro la persona umana e utilizzano l’arte come ponte per abbattere ogni tipo di barriera, favorendo l’inclusione». Il significato “politico” che fa da sfondo ad una simile visione non è da poco.
Lo spiega bene sempre Bisantis: «è questa la nostra idea di cittadinanza, che richiama il contributo di ciascuno di noi alla costruzione di città autenticamente solidali e fraterne, dove nessuno sia lasciato indietro». L’appuntamento del 19 luglio ha visto il culmine dell’azione di Oikso con la messa in scena dello spettacolo teatrale, presso Piazza Dogana, nel quartiere lido della città. Ovviamente, la modalità non poteva che essere interattiva, secondo quanto sottolinea l’insegnante Badolato: «Anche il pubblico è stato chiamato a diventare parte della narrazione. Non più semplice spettatore, ma protagonista di un’esperienza condivisa, perché il messaggio finale è stato vissuto prima ancora che osservato». L’alleanza tra l’associazione Oikos e Fondazione Città solidale mette in luce che è possibile favorire una nuova idea di cittadinanza che sia attiva e inclusiva per le persone che abitano e si prendono cura di spazi da trasformare in luoghi generativi. Solo così si può davvero dire, come afferma il titolo della performance, che “la città siamo noi”.
Oikos Centro per lo Sviluppo Umano Integrale

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