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Il cambiamento inizia OGGI

Anno XIX Numero 3 – Luglio 2022 – IL MARE: TURBINIO DI CORRENTI, TURBINIO DI EMOZIONI

Io amo come il mare ama la riva: dolcemente e furiosamente!” (Federico De Roberto)

Il mare, l’elemento naturale probabilmente più incline ai cambiamenti e per tale ragione più soggetto ad attenzioni non solo di curiosi e turisti, ma anche di sceneggiatori, scrittori, compositori, cantanti…dalla Sacra Bibbia, alla Mitologia Greca, ai Romanzi, ai Film, non c’è racconto in cui non abbia trovato spazio. Il mare, non solo sfondo di vicende ma anche metafora di vita, di imprevisto e di mutamento. Il mare e le sue correnti, che cambiamo in maniera repentina e improvvisa e che forniscono indicazioni precise a chi il mare lo vive e lo conosce da sempre. Il vento di ponente o di scirocco, la “rema” di levante. Le bandiere che indicano la pericolosità o meno di un mare che può raggiungere “forza” inimmaginabile. Eppure è sempre lo stesso mare che culla le barche, fa divertire i bambini e innamorare gli adulti, quel mare che può far emozionare ad un ricordo nostalgico e che assume colori diversi quasi a non voler deludere nessuno. Il mare dunque emblema del cambiamento, rappresentazione ideale di un percorso lungo e faticoso, in cui ci sono state alte e basse maree, in cui non sono mancati i “cavalloni”, un periodo difficile ma ricco di “reti gettate” e di “pesci pescati”. È così che ci piace raccontare l’ultimo triennio di Città Solidale, dedicato al Cambiamento. Un 2019 di “mare cristallino” in cui la celebrazione del ventennale, ha riportato a galla la storia e il pescato di un primo lungo periodo di servizi; il 2020 l’anno del “mare in tempesta”, del Covid, delle correnti contrarie e di una barca però ben ancorata e di un capitano attento e pronto a guidare la sua ciurma verso nuovi porti; il 2021, l’anno di “reti gettate e pescato nuovo”, di un equipaggio arricchito e di nuova voglia di salpare mari inesplorati. Questo è stato il nostro triennio, un mare di turbini di correnti favorevoli e contrarie e soprattutto di incontri ed emozioni, un mare, in senso numerico metaforicamente, ma anche nella sua accezione più bella quella legata all’emozione di un’alba sulla spiaggia, l’alba di un nuovo giorno, di un nuovo servizio, di una nuova vita, di un nuovo anno. Ecco allora il nostro tributo al meraviglioso e contradditorio mare!

La Redazione

SOCIETA’

IL MARE: approdo turistico o minacce nascoste?

Marco Angilletti – Fundraiser e scrittore

Dovremmo imparare a guardare il mare con gli stessi occhi scrupolosi di una nonna che, nell’increspatura di ogni ruga, ha conosciuto il buono e il cattivo tempo di quelle acque. 

SPIRITUALITA’

Ave Maria, Stella Maris

p. Piero Puglisi

Nel corso dei secoli sono stati tanti i titoli che sono stati pensati ed adottati per definire la Vergine Maria, meglio, per darle onore, per lodarla, per evidenziare doti, virtù e qualità da Lei incarnate e che meglio possono parlarci di Lei e favorire un’autentica e sana devozione mariana.

VOLONTARIATO E TERZO SETTORE

L’associazionismo che passa dal mare: il G.I.O.V.I.

Violetti Perri Adele Luigi – Segretario G.I.O.V.I.

Il G.I.O.V.I (Gruppo d’Intervento Operativo Volontario Italiano), con sede a Catanzaro Lido in Via S. Elena 49, presieduta dal Geom. A. Puleo, è una associazione di Volontariato costituita nel 1991 e divenuta operativa nel 1998.

SANITA’

Vivere al mare. Salute e benessere per grandi e piccini.

Dott.ssa Angela Paola Gullo – Pediatra

Estate e mare, binomio indissolubile. Meta delle vacanze, sogno per molti, felice quotidianità per chi al mare ci vive tutto l’anno.
È la scelta per chi ha bambini ma anche per chi, diversamente giovane, ama il sole e la spiaggia, le onde, l’alba o i tramonti sul mare.

ISTRUZIONE

Ciò che il mare insegna, l’esperienza dell’Istituto Nautico di Catanzaro Lido

A cura dell’Istituto Petrucci Ferraris Maresca

“Il mare insegna” lo si sente dire sempre ai pescatori, a chi del mare ne fa una fonte di sostentamento e lo osserva e lo conosce solcandolo in ogni stagione. Eppure è fondamentale, in un territorio come il nostro, riflettere e far riflettere su quanto il mare sia un valore aggiunto non solo per la sua valenza turistica ma anche per il suo potenziale formativo e lavorativo, non necessariamente legato alla figura del pescatore.

SPORT

Il kayak, il mare e KALABRIAN H2O

Gianluca Bellacoscia – Presidente Kalabrian H2O  

La pratica della canoa in forma associata prende forma nel mese di giugno del 2013 quando un gruppo di amici si ritrovano a condividere, sulle spiagge di Catanzaro Lido, la passione per il mare e per questa attività ludico-sportiva. Prima di quella data, ovviamente, vi era chi già chi incrociava con la canoa il tratto di mare antistante il quartiere marinaro ma tali escursioni erano frutto di iniziative isolate e comunque, nella gran parte dei casi, circoscritte ai soli mesi estivi.

La parola a…

Sono nato in Bangladesh in una famiglia molto povera, mio padre aveva una motoretta con cui trasportava persone e merci e riusciva in questo modo ad aiutare la famiglia. Ho un fratello più grande che fin da quando era adolescente ha avuto problemi con droga e alcool e questo ha creato tantissimi problemi ai miei genitori. Io ho iniziato a lavorare da quando avevo otto anni aiutavo una persona come imbianchino, è stata una vita molto dura ma ero felice di poter aiutare mio padre e mia madre. Prima di arrivare in Italia ho tentato la fortuna andando a Dubai, dove una persona mi aveva promesso di lavorare in un’azienda ed invece quando sono arrivato lì era praticamente impossibile fare i documenti per cui sono andato in Libia. Ho pagato circa quattromila euro per riuscire ad arrivare attraverso un volo aereo a Bengasi dove sono rimasto per un mese senza fare nulla a causa della guerra civile. Dopo aver pagato altri 400 euro invece di arrivare a Tripoli mi hanno portato a Mizdah, una città distrutta dalla guerra e dove mi hanno preso delle persone con la forza. MI hanno portato in una grande casa dove ci stavano altre 250 persone di diverse nazionalità, Bangladesh, Somalia, Egitto, Ghana e mi hanno chiesto diecimila dollari per poter essere liberato. Io ogni giorno gli dicevo che non avevo soldi per poter pagare e loro a quel punto mi picchiavano con tutto quello che si trovavano per le mani ed a volte mi davano delle scariche elettriche usando due fili che mi appoggiavano ai genitali. Ricordo ancora l’ultimo giorno in cui gli ho detto che non avevo soldi, loro mi hanno tagliato il pollice della mano con la scusa che dovevano prendere le mie impronte digitali. È stato terribile per me sopportare tutto questo ma nonostante tutto ho avuto la forza per scappare attraverso una finestra di un bagno presente nella casa. Successivamente dopo aver camminato per ore sono andato a bussare ad una casa di alcuni abitanti del posto che mi hanno aiutato, facendomi chiamare un amico che purtroppo non è riuscito a raggiungermi e quindi ho continuato il mio cammino. Dopo qualche ora mentre stava diventando buio mi ha incrociato una macchina grande ed a bordo era presente un Poliziotto che vedendomi ferito e sanguinante mi ha portato in ospedale a Tripoli dove sono rimasto per circa dieci giorni. A Tripoli sono rimasto per 11 mesi dove ho incontrato un signore del Bangladesh e gli ho chiesto se gli serviva un aiuto come imbianchino o per qualsiasi altro lavoro. Per un giorno di lavoro mi davano 80 Dinari (circa 20 euro) e sono riuscito in questo modo ad andare avanti. Dopo circa undici mesi sono stato fermato vicino casa da una pattuglia della polizia che mi ha picchiato e mi ha preso tutti i documenti che avevo, compresi tutti i soldi che ero riuscito a mettere da parte. Ero stanco di questa situazione e di dover subire sempre violenze e privazioni e per questo motivo ho deciso che era arrivato il momento di andare via e di tentare di arrivare in Italia. Ho chiamato mio Padre e gli ho chiesto di aiutarmi perché non riuscito ad andare avanti e piangevo tutti i giorni. Mio padre ha chiesto un prestito ad una persona in Bangladesh, circa tremila euro, se non riuscirò a saldare questo debito lui perderà la sua casa e tutto quello che ha costruito nella sua vita. Il primo gennaio del 2020 sono riuscito a partire con un gommone da una spiaggia di Tripoli, prima di salire abbiamo dovuto nuotare per circa dieci minuti, erano le otto e mezza di sera. Eravamo una novantina di persone di diverse nazionalità. Eravamo tutti stretti uno vicino all’altro per fare la pipì dovevamo prendere una bottiglia e farla dentro. La notte era fredda e a volte l’acqua entrava nella barca e ci bagnava tutti. Non avevamo da mangiare o da bere e dopo dieci ore di viaggio il motore della nostra barca si era rotto e solo grazie all’aiuto di un ragazzo che era meccanico siamo riusciti a farlo ripartire. Siamo stati per circa due giorni in mare aperto fino a quando non siamo giunti a Lampedusa. Ho ancora nella mente quelle due notti e quel silenzio che ho vissuto. Dopo tre giorni sono stato trasferito in Sicilia dove ho trascorso un periodo di quarantena e successivamente sono giunto nel SAI di Satriano. Ora sto meglio, parlo e capisco l’Italiano e questo mi aiuta nella vita di tutti i giorni. Attualmente sto lavorando ed in questo modo riesco a dare una grande mano alla mia famiglia con cui mi sento ogni giorno. A breve racconterò la mia storia in Commissione e spero che anche loro possano darmi una mano perché ho voglia di rimanere in Italia e di vivere serenamente in questo paese che mi ha aiutato molto.

Il mare, difficile passaggio tra vecchia e nuova vita

Testimonianza di S.A. del Bangladesh

In anteprima il corto del progetto “Preventing: mi informo, li proteggo”

Pensieri al tempo del covid

L’esperienza del Covid, ancora non totalmente conclusa, ha naturalmente interessato anche Fondazione Città Solidale, sia in quanto Organizzazione (che ha dovuto fronteggiare l’emergenza nell’emergenza), sia in quanto persone, ciascuna con il suo ruolo, le sue responsabilità, la sua sensibilità. Molti in questo periodo hanno scritto, per fare memoria, per ritrovare un ordine ed un senso, per appuntare e trasmettere emozioni e riflessioni utili a sé stessi ed agli altri. Lo hanno fatto anche i componenti di Città Solidale: operatori, ospiti, il Presidente… E’ stato racchiuso tutto in questa raccolta che potete ricevere subito chiamando il n. 3519661212.

*Il contributo sarà devoluto ad iniziative legate al covid 19

Fondazione Città Solidale Onlus

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